| Tavola rotonda con la partecipazione di Piergiorgio
Branzi, Alfredo Camisa, Cesare Colombo, Ferruccio Ferroni, Sandro
Genovali, Antonio Migliori, Piero Racanicchi, Italo Zannier.
La tavola rotonda si svolge in occasione della pubblicazione
del numero 33 delle rivista AFT che presenta a cura di Giovanna
Chiti un'ampia scelta di lettere inedite scritte da Mario Giacomelli
ad Alfredo Camisa tra il 1956 e il 1961, e a corredo le testimonianze
dello stesso Camisa, di Piergiorgio Branzi e Piero Racanicchi.
Obiettivo della tavola rotonda è di tracciare un profilo dell'uomo
Giacomelli e della sua attività di fotografo, ma anche di ricostruire
il contesto della fotografia italiana e del dibattito in Italia
in quegli anni, orientativamente a cavallo tra il 50 e il 60.
Di Mario Giacomelli si ricorda che è stato, con Tina Modotti, il
solo fotografo italiano del XX secolo ad essere accettato negli
anni Sessanta, con l'opera Scanno, nelle collezioni del MoMA. Un
fatto importante, se si pensa che la fotografia italiana era in
quel periodo quasi del tutto sconosciuta al di fuori dei confini
nazionali, priva di istituzioni pubbliche di riferimento, agitata
dalle diatribe tra realisti e formalisti, affidata alla buona volontà
di qualche editore lungimirante e sostenuta dagli studi di un ristretto
e appassionato manipolo di storici e ricercatori. La notizia di
Scanno non trovò il dovuto riscontro presso gli organi d'informazione,
ma lentamente qualcosa cominciò a filtrare e la fama di questo italiano
che faceva una strana fotografia metafisica e materica, le cui opere
venivano richieste, esposte e acquistate da note e qualificate gallerie
newyorke prese a imporsi; e fu la consacrazione di un artista che,
affermando i postulati di un linguaggio al di fuori degli schemi
convenzionali, aveva reso le sue immagini esempio tangibile di un
modo tutto personale di scrivere in libertà. |