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La finalità dell'incontro è quella di avviare un'utile riflessione tra
gli addetti per ricondurre a unità di progettazione le attività che variamente
fanno capo agli archivi, e dare concretezza istituzionale e prospettiva
alla loro azione, superando lo stato di precarietà e isolamento. L'incontro
vuol anche essere l'occasione per un confronto da riproporre periodicamente
in una sorta di conferenza degli archivi per l'approfondimento
dei problemi, l'aggiornamento e lo scambio delle esperienze; inoltre per
la costituzione di gruppi permanenti di lavoro.
A tale riguardo, insieme al programma della giornata, si affianca una
breve descrizione di alcuni progetti sui quali potrebbe essere avviata
fin da ora la riflessione e il giorno 30 una prima verifica. Rispetto
ai progetti elencati, che restano al momento ipotesi (se si esclude la
Banca dati dei fotografi), altri ne potranno essere presentati
da parte di chi interverrà nel dibattito. Ove poi dovessero dare spazio
a proposte operative la loro gestione diverrebbe di competenza dei soggetti
che vi aderiscono.
Non esistono vincoli dell'Archivio perché i progetti possano essere
integrati, corretti o sostituiti.
Progetti
1. Conferenza periodica degli archivi
Prevista a scadenza annuale, la conferenza si propone come occasione di
incontro per dare carattere di continuità e istituzionalità al confronto
sui metodi e contenuti dell'azione di tutela e conoscenza del patrimonio
fotografico. La conferenza potrebbe essere organizzata di volta in volta
da soggetti diversi e in luoghi diversi. Il coordinamento potrebbe essere
assicurato da un gruppo di lavoro costituito allo scopo.
2. Catalogo unificato del patrimonio fotografico
Il progetto di ricollega a tre dati di partenza:
- l'attività di catalogazione e censimento avviata da varie istituzioni
- l'approvazione e diffusione della scheda F da parte dell'ICCD
- la disponibilità di uno strumento di comunicazione come Internet.
In pratica, i soggetti interessati danno la loro adesione e provvedono
a rendere consultabili in rete le raccolte di proprietà o pertinenza,
catalogate.
Viene costituito un gruppo di lavoro per garantire l'omogeneità e coerenza
degli interventi e procedure.
3. Banca dati dei fotografi
Il progetto prevede il censimento dei fotografi (e studi fotografici)
che hanno operato sul territorio nazionale dalla nascita della fotografia,
la raccolta delle informazioni che li riguardano, il loro inserimento
in rete.
Il progetto si aggancia all'iniziativa già avviata che vede al momento
l'adesione dei seguenti soggetti: Archivio Fotografico Toscano, Archivio
storico comunale di Parma, Cineteca del Comune di Bologna, Istituto
Nazionale per la Grafica, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Scuola
Normale Superiore di Pisa/Centro di Ricerche Informatiche per i Beni
Culturali, Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Bologna,
....
4. Protocollo sui comportamenti degli uffici
Prevede la definizione di una serie di suggerimenti o disposizioni che
in qualche misura disciplinino o orientino l'azione di tutela, conservazione
e conoscenza promossa dagli uffici con particolare riguardo ai criteri
per la manipolazione dei materiali, collocazione, consultazione, duplicazione
e stampa, digitalizzazione, prestito, esposizione in mostra, vendita
e commercializzazione, .... I soggetti che aderiscono alla definizione
del protocollo si riconoscono nelle disposizioni elaborate e le adottano.
5. Rete di comunicazione
Si tratta di immettere in rete le informazioni riguardanti progetti
e attività promosse dai diversi soggetti: mostre, convegni, incontri,
pubblicazioni, corsi di formazione, programmi per la didattica. I dati
relativi alle varie iniziative, una volta che queste si siano concluse,
potrebbero essere recuperati per costituire una banca dati degli eventi,
di pubblico accesso e consultazione.
6. Banca dati sulla conservazione
Il progetto è di riunire le informazioni sulla conservazione delle fotografie.
In prospettiva gli enti e le istituzioni che posseggono immagini fotografiche
procedono al recupero delle informazioni derivanti dalla pratica quotidiana,
raccogliendo ogni genere di dati relativi allo stato di salute delle
raccolte e alle variazioni che intervengono nel tempo.
I dati costituirebbero una fonte di consultazione di pubblico dominio
e un punto di confronto.
7. Comunità di studiosi per la storia della fotografia
La storia della fotografia come autonoma disciplina di studio necessita
probabilmente ancora di approfondimenti per i contenuti, il metodo,
le prospettive.
Ciò anche perché la riflessione sul patrimonio fotografico e sui diversi
modi di essere della fotografia (d'autore, di ricerca, sperimentale,
di documentazione, amatoriale, professionale, fotogiornalistica, pubblicitaria,
di moda, d'architettura, d'arte) è solo in parte avviata.
Per contro numerose sono le iniziative su questo specifico aspetto:
riviste, libri, mostre, convegni.
La costituzione di una comunità di studiosi sarebbe l'occasione e lo
strumento per l'avvio del confronto volto a dare maggiore coerenza alla
disciplina.
8. Didattica per l'insegnamento della fotografia
Il problema è duplice: riguarda l'insegnamento della fotografia intesa
come disciplina autonoma (legata o meno alla professione), ma anche
l'impiego della fotografia nell'insegnamento.
In entrambi i casi si tratta di mettere a punto un metodo e un programma
sui quali avviare il confronto.
Tra i possibili percorsi didattici si segnalano:
- l'impiego della fotografia come mezzo di indagine della realtà, nei
suoi diversi aspetti;
- l'introduzione alla lettura e analisi dell'immagine sotto il profilo
tecnico-formale e del contenuto, con riguardo anche alla fotografia storica
e al recupero della memoria che ogni immagine sedimenta;
- la riflessione sul ruolo che la fotografia (e l'immagine in generale)
assolve nel sistema della comunicazione e nella creazione dei modelli
di comportamento (pubblicità, moda ecc.);
- ricostruzione di aspetti e momenti della storia della fotografia.
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