home  
aft Collezione Permanente di Fotofrafie: i fondi
FONDO Domenico Coppi

Nel 1985 l'Archivio Fotografico Toscano ha acquistato i materiali che oggi costituiscono il Fondo dal fotografo pratese Alfredo Ranfagni. Giovanissimo allievo e per lunghi anni amico di famiglia dei Coppi, Ranfagni aveva ricevuto in dono dalla moglie di Domenico (1869-1939), alla quale era rimasto legato anche dopo la morte del maestro, quanto le era rimasto delle stampe e dell’archivio del fotografo.

Le immagini del Fondo, (già presentato con una mostra e sul numero 3 della rivista «AFT. Semestrale dell’Archivio Fotografico Toscano») al momento dell'acquisto descritte per quanto possibile da Ranfagni sulla base di suoi lontani ricordi, sono state recentemente oggetto di un'approfondita ricerca commissionata a Elena Lenzi, che ha verificato e approfondito le scarne e spesso imprecise informazioni che le accompagnavano.

I risultati di questo lavoro, che ha prodotto risultati insperati, sono confluiti nelle schede del catalogo fotografico che permette di vedere tutti i documenti del fondo, costituito da negativi, positivi e da un album con le foto della Prima guerra mondiale contenente anche due immagini della Libia del fotografo e cineasta Luca Comerio.

La ricerca ha reso possibile l'identificazione di molte immagini facendo emergere interessanti materiali. È da evidenziare ad esempio un importante nucleo di stampe finora anonime e prive di alcuna informazione, riconosciute invece come attinenti a Villa Salviati a Firenze, recentemente divenuta sede degli Archivi Storici dell’Unione Europea; una serie di immagini riferite alla partecipazione di aziende pratesi alla Prima Fiera internazionale di Tripoli del 1927; il servizio fotografico relativo al cosiddetto "Pellegrinaggio carsico" del maggio 1923 della delegazione pratese dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra ai luoghi del primo conflitto mondiale. Ha anche consentito di attribuire la presumibile committenza a Coppi di una campagna fotografica su stabilimenti e reparti dell'industria tessile cittadina e ha permesso una interessante e curiosa scoperta sull'immagine di un cofanetto in legno rivelatasi legata alla visita a Prato del 1912 di Sem Benelli, oltre all'identificazione di autore e titolo di molte riproduzioni di opere d'arte, anche di autori locali quasi dimenticati, nonch´ la ricostruzione di notizie su personaggi pratesi più noti e meno noti e su vicende e spazi cittadini.

L'uso privato delle immagini è libero, l'uso pubblico e commerciale - pubblicazioni, esposizioni, internet e simili - deve essere espressamente autorizzato dall'Archivio Fotografico Toscano e in ogni caso è d'obbligo la citazione della fonte.

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato