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Chi era Diego Spagnesi (1898-1970)


Diego Spagnesi faceva parte del gruppo di dilettanti fotografi, attivo nella Prato degli anni Trenta del Novecento, riuniti nell’Associazione Fotografica Pratese, della quale era stato uno dei fondatori.

Nato a Prato il 1 marzo 1898, fin da giovane si appassionò alla fotografia e l’ambiente familiare fu tra i suoi primi soggetti. Mostrò da subito una notevole capacità nelle riprese di paesaggi, degli aspetti di vita domestica e di ambientazione documentaria, qualità che aveva sviluppato praticando la pittura, un’altra delle sue non poche passioni. Lavorò in banca tutta la vita, dove si era impiegato subito dopo aver preso parte al primo conflitto mondiale, ma era un uomo estroso, di grande vitalità e con una variegata molteplicità di interessi, dimostrati anche dalla produzione casalinga di caramelle, pasticche, profumi e cosmetici, adoperati per una seppur limitata attività di truccatore al teatro Metastasio.

In fotografia non poteva mancare l’aspetto della sperimentazione, cui si dedicò specialmente con i fotomontaggi, ma vi trasferì anche la predilezione per l’acquerello; nelle sue fotografie sono frequenti il ritocco, non meramente correttivo, e la colorazione a mano (fra gli appunti rimasti si trovano indicazioni proprio per colorare le stampe) e non è difficile individuarvi un certo gusto pittorico.

Ormai avanti negli anni, diradò la produzione fotografica e si perfezionò in alcune tecniche di pittura, come l’olio o la sabbia, frequentando alcune scuole di Firenze, che rimase tra le mete preferite delle sue passeggiate, come documentano le numerose fotografie pervenuteci.

Gli anni tra il 1935 e il 1950 sono quelli della sua maggiore produzione fotografica. Possedeva molte macchine fotografiche, tra cui una piccola Minox, ma la sua preferita era la Leika. Dopo la Seconda guerra mondiale, provò a sviluppare e stampare in casa; lo studio fotografico di Adolfo Massai (del quale l’Archivio conserva il Fondo Massai), rimase tuttavia il punto di riferimento dove incontrarsi con gli altri fotoamatori dell’Associazione, fra i quali Arturo Ristori, Ugo Sadun e Sergio Coppini, suoi migliori amici insieme a Nedo Ferroni. A sottolineare gli stretti rapporti che intercorrevano tra i membri dell’Associazione Fotografica Pratese e lo spirito di emulazione che li caratterizzava, si ricorda proprio un aneddoto che lo riguardava: fece tagliare un albero per rendere difficile l’identificazione del luogo scelto per riprendere un particolare paesaggistico e comunque per impedire a chiunque di riprodurre quello che aveva fotografato.

Spagnesi cominciò ad esporre nel 1936, con mostre a Montecatini, Livorno, Siena e Firenze. La sua foto più famosa, Ritorno, tra il 1936 e il 1947 fu premiata ed esposta nei saloni internazionali di ben 47 città di tutto il mondo. Si spense a Prato il 21 ottobre 1970.

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato