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Invito

Enzo Cei

"Vite"

4 - 27 marzo 2000

Sono state esposte una trentina di fotografie b&n, nel formato 50x60 cm facenti parte di una ricerca condotta all'interno dell'ospedale psichiatrico di Moggiano, presso Lucca, famoso per avervi ambientati i propri romanzi lo scrittore Mario Tobino.
L'intera ricerca è stata successivamente acquisita dalla Regione Toscana Dipartimento del diritto alla salute e delle politiche di solidarietà nell'ambito di un programma di sensibilizzazione sociale verso i problemi delle persone con disturbi psichici. In questo contesto le immagini sono state pubblicate in volume con l'editore Marsilio.

Le fotografie di Enzo Cei ripropongono le tante problematiche che si ricollegano alla malattia mentale nell'ambito della nuova legislazione italiana che indubbiamente ha costituito un punto di arrivo di lunghe battaglie volte a combattere l'esclusione del paziente dal contesto di vita sociale. Ma hanno il merito soprattutto di rivolgere l'attenzione all'essere umano che c'è in ogni malato, in ogni disadattato e ribelle, nel tentativo di avviare un rapporto di comunicazione con il mondo e le persone che sembrano averli rifiutati. Dietro agli sguardi ora sbarrati, ora nascosti, ora perplessi e increduli, si cela una sostanza umana vibrante, sofferente e intensa che aspetta di essere riconosciuta e "contattata".

ImmagineEnzo Cei per questo nuovo lavoro - dopo quello ormai ben noto sui Cavatori di marmo - ha scelto l'ambito dell'emarginazione. La sua lunga ricerca si è svolta tra i malati di mente che stavano per essere definitivamente dimessi dall'ospedale psichiatrico di Moggiano, presso Lucca: quello stesso in cui lavorò Mario Tobino che ne fece "materia" e ambito dei suoi famosi romanzi. Le immagini di Cei oltre a riproporre tante problematiche collegate con la malattia mentale, che trovano nella nuova legislazione italiana in materia un punto di arrivo di lunghe battaglie contro l'esclusione del paziente dal contesto sociale, rivolgono la nostra attenzione all'essere umano che c'è in ogni malato, in ogni disadattato o ribelle. Dietro agli sguardi dei suoi personaggi ora sbarrati, ora nascosti, ora perplessi o increduli c'è una sostanza umana vibrante, sofferente e intensa che aspetta di essere riconosciuta e "contattata".

Enzo Cei è nato a Pisa e vive a Lucca. Dal 1974 si occupa di reportage fotografico. È un autodidatta che crede nella necessità di una solida base tecnica. Ha sempre cercato di raccontare storie nelle quali la fotografia potesse esercitare la propria funzione di indagine e di documento. Ritiene che attraverso la fotografia si materializzi il fatto e che questo possa fungere da catalizzatore per il pensiero e richiamare i nostri sensi verso la coscienza.


 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato