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Fra l'ottobre e il novembre del 1998, ad un anno dal sisma in Umbria,
Marco Calò si è recato nelle zone maggiormente colpite dalle violente
scosse, Belfiore e Nocera Umbra, per fotografare i campi dei container
abitati dai terremotati. Sullo sfondo sempre uguale, e dunque omologante,
delle abitazioni prefabbricate, Calò ha cercato la specificità e la diversità
di ogni singolo vissuto. Nella cornice generale di precarietà, il fotografo
ha messo in risalto il riaffiorare, più o meno accentuato, dell'esigenza
di stanzialità. I volti, i gesti, le posture, l'età e perfino gli abiti
delle persone fotografate, come le tendine alle finestre, gli stendipanni,
le poltroncine in plastica, i tappetini e le piantine, posti davanti a
ciascun container, ci raccontano del bisogno di ritornare ad abitare una
casa vera di chi si trova, come recita il titolo del progetto, Fuori di
casa.
Marco Calò (Lecce 1971) ha studiato fotografia presso
lo Studio Marangoni di Firenze. Conseguiti gli studi in sociologia con
indirizzo comunicazione e mass-media, si interessa di sociologia visuale.
Collabora con varie riviste e le sue fotografie sono apparse su diversi
cataloghi. Tra le mostre più importanti: Galerie Municipale du Château
d'Eau, Toulouse; Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli; Palazzo delle
Esposizioni, Roma.
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