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Le fotografie esposte fanno parte di una ricerca che ha preso avvio nel
2000 con l'obiettivo di rappresentare quelli che l'autore definisce "spazi
e luoghi consumati", ovvero connotati dall'abbandono della propria funzione
originaria e dal progressivo stratificarsi in essi di trasformazioni sia
nell'uso che nella forma. Aree dismesse, scuole, ospedali e stabilimenti
industriali in disuso, e perfino zone dei centri storici di alcune cittą
compaiono nelle immagini del fotografo. Spesso si tratta di spazi occupati
per farne centri sociali autogestiti, luoghi di aggregazione per chi ancora
sente il desiderio del legame sociale. In questi siti archeologici della
modernitą, simboli di un mondo che consuma molto rapidamente i propri
paesaggi, la dialettica fra memoria e oblio, presenza e sparizione si
manifesta nella stratificazione degli innumerevoli segni del mutamento
in essi inscritti dalle persone che li hanno, nel tempo, percorsi e abitati.
Pier Francesco Gnot (Firenze 1965) ha studiato fotografia
presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze dove ha anche insegnato
tecnica di camera oscura dal 1995 al 1999. Come insegnante di fotografia
ha collaborato con il Centro di formazione professionale della provincia
di Firenze e con la galleria Dryphoto di Prato. Ha esposto in numerose
mostre collettive ed ha preso parte, nel 2000, alla rassegna Firenze fotografia
con un lavoro in sito specifico sul Museo di antropologia dal titolo Le
maschere dell'uomo.
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