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Le fotografie esposte in mostra fanno parte di un progetto strutturato
intorno al tema del viaggio minimo, come pratica di uso quotidiano. Emblematicamente
intitolato Movimenti, esso racconta dello stato di disorientamento spaziale
e temporale provocato dalla continua oscillazione tra il senso di appartenenza
e familiarità e l'esperienza dell'estraneità e del distacco nel rapporto
con i luoghi. Le immagini testimoniano il desiderio di ritrovare nei luoghi
pubblici e privati e nei paesaggi le coordinate di spazi "affettivi" ancora
abitabili e riconoscibili, ambienti fatti di tracce di vita vissuta. Tuttavia
il carattere del lavoro sta nella consapevolezza dell'assenza del momento
fondante alla radice della narrazione, dell'impossibilità di elaborare
un racconto lineare, compiuto e coerente.
Marco De Osti Reynes è nato a Torino nel 1974 e si
è diplomato in fotografia presso l'Istituto Europeo di Design nel 2000.
Ha esposto in numerose mostre collettive tra cui Giovani che si raccontano
(Palazzo della Triennale, Milano 1998), Philip Morris Gallery (Galleria
Giò Marconi, Milano 1999), Identità e differenza (Galleria San Filippo,
Torino 1999 e Centre Culturel Français, Torino 2000).
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