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Romanzo di figure
Dall'album di famiglia di Lalla Romano
Fotografie di Roberto Romano 1870-1947
A cura di Antonio Ria
Prato, Il Cassero X-XX marzo 2001
- figura di un interno - emerge plastica e luminosa dall'ombra che occupa
la metā dello spazio - alcuni punti dell'immagine si possono leggere come
segni di un carattere, forse di un destino: gli occhi, le mani, una ciocca
dei capelli - gli occhi sono attirati da qualcosa di misterioso, indefinito
e lontano - č uno sguardo interiore - l'arco delle sopracciglia esprime
stupore - lo sguardo č consapevole di ciō che sarā, o forse giā č, perduto
... - ma nelle pieghe ampie e ferme del vestito si posa una luce rassicurante
- l'intreccio delle mani dice raccoglimento, fiducia - e la virgola dei
capelli a lato del viso? sprezzatura, libertā -
Papā prendeva sul serio l'arte della fotografia: aveva
fatto imprimere in oro sulla rilegatura rossa dell'album il suo nome,
con la dicitura: Dilettante Fotografo" (L. Romano, La penombra che abbiamo
attraversato". Einaudi, 1964).
E' naturale che il corpus delle foto scattate da mio
padre, le quali testimoniano il mondo delle mie origini, mi coinvolga.
Ebbene, io presumo che se avessi incontrato quelle immagini in un album
di ignoti mi avrebbero incantata allo stesso modo. Voglio dire che l'importanza
di quelle foto non č dovuta tanto alla raffigurazione del gusto di un'epoca,
e nemmeno alla sensibilitā visiva del fotografo, ma consiste nella contemplazione
della natura e nella intuizione dei destini da parte della coscienza di
un uomo. Lo dimostra la scelta dei soggetti, il rispetto e l'ironia della
vita. Come appunto avviene in un'opera letteraria, nella poesia.
Lalla Romano
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