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Le fotografie esposte in mostra sono state realizzate tra il 1997 e il
1998. Il titolo è tratto da un vecchio detto anglosassone che l'autore
ha modificato sostituendo al termine "heart" della versione originale
la parola "house". Il risultato Home is where the house is è un gioco
di parole, quasi una tautologia, incentrato sulla sottile differenza di
significato tra "home" - generalmente utilizzato per indicare la propria
casa e l'intimità della vita familiare - e "house" - di cui ci si serve
anche per riferirsi a un generico edifico, a un albergo, un ristorante.
Il soggetto del lavoro è la commistione fra dimensione pubblica e privata
nell'esperienza contemporanea. In particolare, il progetto è incentrato
sulla rappresentazione di luoghi pubblici adibiti alle funzioni del privato,
ambienti in cui vengono ricostruiti il conforto della casa, l'atmosfera
degli spazi intimi. Si tratta di sale da tè, locali notturni, ristoranti,
cinema, teatri e, soprattutto, camere da letto, bagni e salotti ripresi
dentro gli alberghi.
Osvaldo Sanviti (Pistoia 1964) ha studiato fotografia
presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Attualmente collabora
con alcune testate del gruppo Condé Nast. Ha vinto ex-equo le edizioni
del 1995 e 1996 del premio Portfolio: immagini in movimento di Modena
per la fotografia. Il suo lavoro è comparso in numerose mostre collettive,
in Italia e all'estero.
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