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Quaderno Collegato alla Mostra

Invito

Davide Virdis

Sardegna

16 febbraio - 22 marzo 2002

Nel nostro immaginario la Sardegna rimanda ad un luogo ambiguo, al quale si associano generalmente due significati: luogo di una particolare alterità che si è in qualche misura conservata, ma anche luogo di vacanze altrettanto particolari. Però, se è vero che un "luogo", nella prospettiva antropologica, è insieme principio di senso per coloro che vi abitano e principio di intelligibilità per coloro che l'osservano, le immagini proposte da Davide Virdis sembrano esprimere una drammatica perdita di senso ed una sconcertante inintelligibilità.

Davide Virdis, Sassari 1962, vive a Firenze. Si è laureato in architettura nel 1992 con una tesi sul rapporto tra il linguaggio fotografico e la rappresentazione dello spazio. Lavora professionalmente come fotografo di architettura e territorio, realizzando campagne di analisi ed interpretazione dello spazio e delle sue relazioni con le attività umane. Dal 1998 conduce, per conto dell'Amministrazione Provinciale di Sassari, una ricerca finalizzata alla creazione di un archivio fotografico sul paesaggio contemporaneo del nord Sardegna.

Con la mostra Sardegna continua il ciclo curato da Paolo Chiozzi sul tema Fotografia e antropologia. L'obiettivo è di verificare come siano cambiati ultimamente i rapporti tra fotografia e antropologia, in particolare come oggi siano riconosciuti alla fotografia ruoli e funzioni di co-protagonista non solo per la raccolta e elaborazione dei dati, ma anche e soprattutto per l'interpretazione della realtà. La ricerca di Davide Virdis presenta un "percorso fotografico" che lo ha portato a rivolgere uno sguardo alla sua Sardegna, con la speranza di ritrovarne l' identità; una sorta di "diario di viaggio" attraverso immagini che ci svelano l'ambiguità della Sardegna di oggi, stretta fra l'attaccamento alla tradizione e le sirene della modernizzazione.

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato