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Codice InversoLa dissacrazione dell'archetipo maschile nella fotografia di Verita Monselles 1970-2004A cura di Lara-Vinca Masini Prato, Antiche stanze di Santa Caterina 03 - 26 giugno 2006 orario: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00 chiuso martedì e festivi inaugurazione: sabato 03 giugno ore 18,00 |
| L’arte "al femminile" non ha, salvo poche, note eccezioni,
una lunga tradizione, se non per quanto riguarda il periodo delle avanguardie
storiche e, soprattutto, degli ultimi quarant’anni, durante i quali
la condizione della donna, per quanto concerne la vita sociale e pratica,
ha liberato e fatto esplodere, a livello cosciente e responsabile, il
suo immaginario, ed ha riportato alla luce quella forza "primordiale"
che già i miti preellenici avevano evidenziato, e che, nei secoli,
è stata repressa da quella sorta di "reclusione protettiva"
nella quale il "potere" maschile l’ha relegata. Ed è
l’uomo che ha elaborato, anche in campo artistico, un linguaggio
segnato, sempre, dalla sua impronta. Verita Monselles (Buenos Aires 1929 - Firenze 2005) ha iniziato a fotografare nei primi anni Settanta, sviluppando un discorso critico sul ruolo della donna nella società, profondamente autoironico e molto vicino alle tematiche femminili. Divenuta una delle esponenti più significative della fotografia d’arte “al femminile” in Europa, ha esposto in importanti gallerie, italiane ed europee, ottenendo recensioni, copertine e riconoscimenti. Negli anni Ottanta ha lavorato nello studio di Firenze come fotografa professionista di moda e pubblicità. Negli anni Novanta, abbandonata l’attività professionistica, torna a dedicarsi al lavoro artistico rielaborando le nuove tematiche e sperimentando le tecniche a lei più congeniali in nuovi linguaggi d’immagine. |