| Tranquillo Casiraghi è nato nel 1923 a Sesto San Giovanni
in una "canuetta", una piccola casa vicino alla Torretta dove
la famiglia originaria di Missaglia, nella Brianza si era trasferita e
viveva. La Torretta era un cascinale al confine ovest di Milano, già
dimora di signori, con attorno le abitazioni dei contadini e degli artigiani
dipendenti, ceduta nel 1903 alla Società Italiana Ernesto Breda
che ne segnò il passaggio da un’economia agricola a industriale
mentre i contadini divennero operai. Interrotti gli studi, all’età
di 14 anni va a lavorare alla Breda. Li completerà più tardi
da adulto, prendendo il diploma di scuola media e delle superiori.
Importante per la sua formazione culturale e politica si rivelerà
La madre di Gorkij, un libro proibito che un compaesano aveva portato
con sé di ritorno dal militare nel 1943. Durante la guerra di liberazione
entra nella clandestinità mentre la sorella fa da staffetta e vivandiera
per i partigiani sul lago di Como. Riparerà in Svizzera da dove
rientrerà con uno degli ultimi treni nell’agosto del '45.
Nel 1951sposa con rito civile, e la cosa fece scalpore, Ambrogina Basilico
con la quale si trasferisce alla Torretta in una casa di due stanze che
divide anche con la madre. Nel viaggio di nozze ha con sé la macchina
fotografica che un amico gli ha prestato. Lavora alla Breda e nel 1961
entra alla SIC Edison (poi Montedison) con l’incarico che ricoprirà
fino al 1983 di responsabile del laboratorio di analisi sulla resistenza
dei materiali plastici.
Alla Torretta organizza spettacoli teatrali e varie attività; è
tra i fondatori della Cooperativa per la costruzione a Sesto di nuove
abitazioni; si prodiga per far conoscere la fotografia, organizzando per
la Biblioteca Civica concorsi, mostre, dibattiti, conferenze e, nel 1959,
il primo Convegno Nazionale di Fotografia con annessa rassegna fotografica.
Dal 1962 al 1965 dà vita con Antonio Arcari e Cesare Colombo a
Dibattito un inserto autonomo allegato a Photo Magazin.
La macchina fotografica fu per lui una compagna costante che lo accompagnava
nel suo andare per il mondo, il fotografare un atto semplice e naturale,
lo stampare una comunicazione serena su ciò che è il possibile.
Tranquillo Casiraghi è morto a Milano nel 2005.
Abbinato alla mostra il n. 8 dei Quaderni di AFT con un'ampia scelta
di foto realizzate dall’autore nell'arco della sua attività
e i saggi introduttivi di Piero Racanicchi, Cesar e Colombo, Giovanna
Chiti.
|