| La mostra intende ricostruire le vicende che hanno riguardato la
diffusione a Prato della fotografia dalle prime testimonianze rinvenute
che datano agli anni sessanta dell’800 alla metà del 900
quando più forti si verificarono quei mutamenti che nel giro di
pochi decenni avrebbero cambiato radicalmente la storia sociale, civile,
culturale ed economica del paese, da agricolo a industriale.
A monte della mostra sta il progetto
Iconografia Pratese alla cui realizzazione, sia del progetto prima
che della mostra poi, ha collaborato con l’Archivio la Fondazione
Cassa di Risparmio di Prato dando un solido sostegno finanziario. Il progetto
Iconografia Pratese si propone di selezionare dalle raccolte di proprietà
dell’Archivio Fotografico Toscano, o che sono comunque nella sua
disponibilità di uso, un nucleo consistente di immagini riguardanti
la città e il suo territorio, tra la fine dell’Ottocento
e la seconda metà del Novecento. Oggi quelle immagini sono accessibili
in rete e possono liberamente essere consultate. Si è inteso così
rispondere ad un’esigenza sempre più avvertita dai cittadini
e dagli studiosi che si rivolgono all’Archivio per conoscerne il
patrimonio conservato, ma anche attivare una specifica azione di valorizzazione
attraverso la sua messa in rete per la libera consultazione.
In prospettiva più ampia il progetto vuol essere l’occasione
per riflettere sulla storia della città, recuperando la memoria
di fatti, personaggi ed eventi per ricostruire il significato di un’identità
sociale e culturale che si conferma pur nel cambiamento. Le immagini selezionate,
collocabili in un arco di tempo compreso tra la fine dell’Ottocento
e la seconda metà del Novecento, riguardano i più diversi
argomenti: il territorio, gli avvenimenti, i personaggi, l’edilizia
urbana, la guerra, il costume, il lavoro, le feste.
La mostra e il catalogo
che l’accompagna con saggi introduttivi di Elena Lenzi e Sauro Lusini
vogliono essere un primo esempio concreto di utilizzazione del patrimonio
nell'ottica di promuoverne la conoscenza.
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