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Locandina della mostra


Eva Sauer. Last night a blue thing drifted down the valley

Prato, Cassero Medievale, viale Piave 7-30 novembre 2009
Orario: 10-13 / 15-18 Chiuso il martedì

Inaugurazione: sabato 7 novembre ore 17

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La mostra presenta circa ottanta immagini nei formati 40x40, 50x50 e 80x80 selezionate dalle ricerche che l'artista ha condotto tra il 2001 e il 2009. Le stampe sono montate su alluminio e sono state ottenute direttamente da negativo, in camera oscura. Il paesaggio è il tema ricorrente: inteso come spazio vissuto, segnato dalla presenza dell'uomo e fatto per l'uomo; non la natura riconducibile alle ampie vedute panoramiche che ne celebrano la bellezza e colgono la spettacolarità degli eventi. Fatto di scorci e di particolari, di riprese ravvicinate e prospettive che si allargano oltre i limiti delle inquadrature, con la luce che dà risalto alle forme e definisce gli spazi, mentre i colori concorrono a creare un'atmosfera di attesa, carica di mistero, il paesaggio è lo spazio in cui l'uomo si esprime e si realizza; la scena predisposta per la sua recita. Uno spazio antropizzato? Non esattamente, perché a Eva non interessa mettere in evidenza gli interventi dell'uomo o prendere in esame le conseguenze indotte dai suoi comportamenti; non la natura che l'uomo ha adattato alle sue esigenze e ai suoi bisogni. Per lei il paesaggio non è punto di arrivo dell'azione dell'uomo, ma di partenza per la sua attività, elemento indispensabile per il suo essere e il suo esistere. Sempre presente sulla scena, ma quasi mai in primo piano o impegnato in attività di lavoro, l'uomo, singolo o in gruppo, più che una realtà fisica, è una presenza, una citazione, una figura teatrante. Signore del mondo, in grado di dare al mondo un senso, ma che allo stesso tempo trova nel mondo un proprio senso; non per questo però padrone e "dominus", piuttosto compagno di avventura.

Nata a Firenze nel 1973, Eva Sauer si trasferisce a Dusseldorf in Germania, nel 1985. In Germania completa gli studi superiori diplomandosi presso l'Accademia di Belle Arti di Amburgo. Negli stessi anni comincia ad interessarsi di fotografia che poi praticherà a due livelli: come professione, occupandosi di moda e pubblicità; come ricerca personale per dare voce ed espressione al suo mondo interiore e stabilire un contatto con la realtà e con gli altri. La macchina fotografica è per lei quello che la penna è per il viaggiatore: compagna fedele del suo peregrinare, sempre a portata di mano per cogliere momenti che vanno ad interagire sul suo vissuto personale. Le fotografie sono le pagine del suo diario per annotazioni veloci e non troppo impegnative; fotografare per lei significa memorizzare un filo che si dipana nel tempo e dà forma ad una storia personale, ma allo stesso tempo storia di tutti.

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato