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Spread in Prato

A cura di Pier Luigi Tazzi

Prato, 2002

Pubblicato in collegamento alla mostra omonima svoltasi a
Prato negli spazi di varie aziende e negozi dal 29 giugno al 29 luglio 2002.

In coedizione con Dryphoto artecontemporanea - Prato. Non in vendita.
Per acquisti rivolgersi a Dryphoto.

Spread in Prato nasce da un’idea dell’associazione culturale Dryphoto arte contemporanea che da sempre ha cercato una relazione privilegiata con il territorio che abita, una vocazione politica che l’accompagna dalla nascita, lavorare tenendo conto del qui ed ora, senza cadere in nessuna sorta di provincialismo.
Dal 1981, data dell’apertura dello spazio espositivo, diversi sono stati i progetti rivolti alla città, più precisamente le radici di questa mostra stanno nella volontà di uscire dai vari cerimoniali espositivi, volontà che da tempo l’arte contemporanea ha espresso più volte, in modi e forme diverse, attraverso il rifiuto di vivere solo in spazi ed ambiti privilegiati ed istituzionali; cito un esempio organizzato da Dryphoto la mostra “L’invito non è strettamente personale” dell’anno 1997, dove le opere di sei artisti andavano ad incontrare il pubblico in diversi spazi della città moderna, non monumentali né storici, ma luoghi di produzione, trasformazione, scambio.
Ma se “L’invito non è strettamente personale” era completamente curato e gestito dall’associazione, “Spread in Prato” nasce cercando fin da subito il coinvolgimento degli enti pubblici per dare carattere istituzionale alla manifestazione perché pensiamo che il pubblico debba avere un ruolo attivo nel mondo dell’arte.
La scelta del curatore, Pier Luigi Tazzi, che ne ha condiviso fin da subito l’impostazione, ha inteso dare un respiro più ampio alla manifestazione in un rapporto che si è rivelato, per noi e per la città, proficuo e ricco di stimoli.
Molteplici sono gli aspetti di questa iniziativa su cui potrei soffermarmi, per esempio la collocazione sul territorio cittadino, dal centro alla periferia e viceversa, la scelta delle aziende fatta in modo da rappresentare l’intera filiera tessile e l’evoluzione storica dell’industria, dal vecchio insediamento ristrutturato sulla riva del fiume Bisenzio al nuovo stabilimento nel macrolotto industriale, o la scelta degli esercizi commerciali che mostra come la popolazione e le abitudini della città stiano ormai cambiando per l’inserimento di cittadini extracomunitari, che portano loro usi, costumi e prodotti, oppure le reazioni del pubblico che si trovava davanti ad una o più opere d’arte perché di lì transitava per altre ragioni, per lavoro, per vendere, per acquistare.
Ma quello che in questo contesto mi interessa evidenziare è un aspetto tipico di questa città che inizialmente restia alle innovazioni subito le accoglie quando le sente utili e/o corrispondenti in qualche modo.
Così è stato per “Spread in Prato” che dopo un anno e mezzo di preparazione ha raccolto non solo consensi, ma è stata anche fonte di discussioni, riflessioni e desiderio di dare continuità alla manifestazione con nuove proposte.
Un ringraziamento alle persone che hanno reso possibile la realizzazione di questa mostra, gli enti patrocinatori della città di Prato, Camera di Commercio Industria e Artigianato, Assessorato al Turismo della Provincia, Assessorato allo Sviluppo Economico del Comune, Gruppo Giovani Imprenditori, Agenzia per il Turismo, Archivio Fotografico Toscano, Assessorato alla Cultura del Comune, Unione Commercianti, e sponsor privati ma anche tutti coloro che a vari livelli e con varie modalità hanno lavorato e collaborato all’iniziativa che è stata resa possibile grazie al loro fattivo contributo.
“Spread” quindi non solo sul territorio ma diffusa anche perché una serie di persone si sono rese partecipi dell’evento.

Vittoria Ciolini
Presidente associazione culturale Dryphoto arte contemporanea

Spread in Prato is the result of an idea of the cultural association “Dryphoto arte contemporanea”, which has always worked in close connection with the local territory that is its home, a policy that has been implemented since the association’s founding, based on a focus on the here and now, rather than any sort of provincialism.
Since 1981, the date of the opening of the exhibition space, a number of projects have been aimed at the city. More precisely, the roots of this exhibition lie in the desire to escape from the various rituals of the display of art, a desire expressed by contemporary art itself for some time now, in different ways and forms, through a refusal to exist only in exclusive institutional spaces. One example is the exhibition organized in 1997 by Dryphoto, entitled “L’invito non è strettamente personale”, in which six artists met with the public in different spaces in the modern city, not monumental or historical sites, but places of production, processing and trade.
But while that show was completely curated and produced by the association, “Spread in Prato” has involved public agencies from the outset, to give an institutional character to the event, because we believe the public sector should play an active role in the artworld.
The choice of the curator, Pier Luigi Tazzi, who was immediately enthusiastic about this approach, has brought a greater depth to the event, in a relationship which has been very productive and full of stimuli, both for us and for the city. There are many aspects of this initiative worthy of mention here, such as its location in the territory of the city, from the center to the periphery and back, or the choice of companies so as to represent the entire textile cycle and the historical evolution of the industry, from the old restructured plant on the banks of the Bisenzio to the new facility in the industrial “macrolot”. Or the choice of the commercial venues, demonstrating how the population and the habits of the city are changing thanks to the integration of residents from outside the European Community, with their customs and products. I can also mention the reaction of the public, of persons who found themselves face to face with one or more artworks as they were simply going about their business of working, buying or selling.
What I want to emphasize most here is a typical characteristic of this city: Prato is reluctant, at first, to accept innovation, but once the innovation has been perceived as somehow useful and/or interesting the city embraces it with open arms.
This is just what happened with “Spread in Prato”, which after a year and a half of preparation not only met with approval, but also stimulated discussion, reflection and a desire to continue the event with new proposals.
I would like to thank all the people who have made this exhibition possible, including the sponsoring agencies of the City of Prato, Camera di Commercio Industria e Artigianato, Assessorato al Turismo della Provincia, Assessorato allo Sviluppo Economico del Comune, Gruppo Giovani Imprenditori, Agenzia per il Turismo, Archivio Fotografico Toscano, Assessorato alla Cultura del Comune, Unione Commercianti, the private sponsors, and all those who at different levels and in different ways have helped to make this event a success.
“Spread”, not only across the territory, but also through a network of people who have taken part in this initiative.

Vittoria Ciolini
President of the Dryphoto arte contemporanea cultural association

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato