Roberto Fontana. Andare e venire nei luoghi delle origini
A cura di Giovanna Chiti
Il fascicolo n. 9 dei Quaderni di AFT nuova serie, dedicato a Roberto
Fontana, contiene una sessantina di immagini bianco/nero che riferiscono
alle ricerche che il fotografo ha realizzato tra gli anni Settanta e gli
anni Novanta. Le fotografie pubblicate fanno parte delle circa 200 immagini
che la madre ha donato all’Archivio Fotografico Toscano per favorirne
lo studio e la conoscenza.
Vissuto in Venezuela dove era nato nel 1952 da genitori italiani, emigrati
nell’immediato secondo dopoguerra, Roberto Fontana ha mantenuto
vivo nel tempo il legame con la terra di origine dove più volte
è tornato. In particolare a cavallo degli anni Ottanta si trasferì
a Venezia dove visse per alcuni anni e dove anche si sposò. A questo
periodo risalgono le sue fotografie dedicate alla città lagunare
di cui ritrae preferibilmente la vita notturna, i giovani, il carnevale.
Del periodo vissuto in Venezuela sono le altre ricerche pubblicate nel
fascicolo: Anare, degli anni Ottanta, su una struttura di assistenza per
malati di mente; Pelea de Gallos (Combattimento tra galli), sempre degli
anni Ottanta, su un aspetto del costume tipico di diversi paesi sudamericani;
Animitas una ricerca che si è sviluppata nell’arco degli
anni e ha riguardato il tributo di affetti che i sopravvissuti portano
alle persone care costruendo in loro onore e ricordo, esattamente là
dove sono morte per un qualche incidente, tombe che ne perpetuano la memoria.
Fanno da introduzione e commento alle foto i testi di Roberto Salbitani
che Fontana conobbe e frequentò nel periodo veneziano condividendo
con lui anche l’esperienza didattica avviata alla Giudecca, Giovanna
Chiti e Sauro Lusini
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