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Giuseppe Piredda Mostra Collegata al Quaderno

CopertinaL'Italia in miniatura è il luogo dove sono rappresentate, in scala ridotta, parti di città attraverso i monumenti con i quali esse sono identificate e riconosciute. Un parco tematico dove sono raccolti frammenti di città, monumenti e luoghi significativi del bel paese, dalle montagne alle città d'arte, raffigurati con modelli in scala dal gusto kitsch che riproducono i luoghi simbolo del turismo di massa: Venezia, Firenze, Roma. Un catalogo, una raccolta dei monumenti più conosciuti, presentati in una sequenza continua dove i visitatori, novelli Gulliver, scoprono, in un sol colpo d'occhio, ciò che l'Italia offre. Fuori scala tra i plastici si muovono i visitatori che appaiono, giganti, dominare il paesaggio artificiale. Camminano con le guide Touring sotto il braccio facendosi fotografare accanto ai simulacri dei monumenti. Giuseppe Piredda, fotografo piemontese, racconta con ironia questi comportamenti delle persone innanzi alle mistificazioni dei luoghi: luoghi che diventano paesaggi artificiali. Sul concetto di artificio si sviluppa il suo lavoro, attento da sempre alle tematiche sociali di uso degli spazi, per comporre un quadro dei comportamenti e delle abitudini collettive. In un luogo unico si compie un viaggio in Italia senza avere quel senso del disvelamento e della scoperta che ha caratterizzato il cammino dei viaggiatori ottocenteschi del Grand Tour. I viaggiatori contemporanei sono più interessati alla rappresentazione del reale che al reale stesso, quasi ci fosse la necessità di vivere in un'altra dimensione dove tutto è possibile: andare alla ricerca dell'arca perduta, del tesoro dei pirati, dei castelli delle favole come accade a Gardaland, Mirabilandia, EuroDisney, San Marino. Piredda realizza nel 1994 una ricerca fotografica che si colloca all'interno del panorama fotografico italiano; in particolare è evidente il rimando al lavoro svolto, sempre nello stesso luogo, da Luigi Ghirri, grande poeta dello sguardo che con semplicità e ironia ha raccontato il mondo. Ad una visione superficiale il lavoro di Piredda può apparire affine a quello dell'inglese Martin Parr, dove la presenza del kitsch diviene il fulcro di ogni immagine. In Piredda invece il kitsch è un fattore marginale: c'è ma non costituisce il punto di riferimento. Egli rintraccia una dimensione sociale nel comportamento dei singoli a vivere il tempo libero. Il progetto concettuale di Piredda non si ferma al livello della narrazione, trova nel suo allestimento di opera una continuità con l'idea di artificio attraverso la proposizione, non di una stampa fotografica chimica, ma della fotocopia di una fotografia che è immagine e trasfigurazione del reale.

Italy in Miniature features scale models of the main monuments that distinguish and identify the country's famous cities. It is a theme park with bits of cities, monuments and significant places of the bel paese, from the mountains to the art cities. The somewhat kitsch scale models are reproductions of the key mass-tourism locales in Venice, Florence and Rome. Call it a catalogue, call it a collection of the most famous monuments: they are presented in sequence where visitors modern-day Gullivers can see what Italy has to offer at a glance. Visitors seem like giants, dwarfing the artificial landscape as they stroll around, with Touring Club guides and have their pictures taken next to the models. Giuseppe Piredda, a photographer from Piedmont gives a witty portrayal of how people react vis à vis the mystification of the places, places that are artificial. His work develops around the concept of the artificial, with a keen eye focused on the social issues of how space is used, and he brings us a picture of collective behavior patterns and customs. A tour of Italy can take place in a single place without that feeling of discovery that characterized the nineteenth travelers who made the Grand Tour. Today's travelers are more interested in representations of the real than in reality itself, almost as if there were a need to live in another dimension where everything is possible: seeking the Lost Ark, pirate treasures, or fairytale castles much like Gardaland, Mirabilandia, EuroDisney and San Marino. In 1994 Piredda has done a study that falls into the context of the Italian photographic panorama and the references to work done in the same places by Luigi Ghirri, the great poet of the visual who showed us the world with simplicity and irony. From a superficial standpoint Piredda's work seems similar to that of Martin Parr of the United Kingdom, where the presence of kitsch becomes the fulcrum of every image. For Piredda, however, the kitsch is a marginal factor that is there but is never the true point of reference. In fact, he outlines a social dimension in the individuals behavior and how they spend their leisure time. Piredda's conceptual ideal does not stop with narration, rather it finds a continuity with the idea of the artificial not through a chemical photographic print, but through a laser photocopy of a photograph which is an image and transfiguration of the real.

 

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato