COMUNE DI PRATO - ARCHIVIO FOTOGRAFICO TOSCANO AFT, Rivista di storia e fotografia, n. 26, anno XIII, Dicembre 1997 Inviato speciale e fotografo Angelo Del Boca Assunto nel 1950, Angelo Del Boca ricopri' ben presto, alla Gazzetta del Popolo di Torino, l'incarico di inviato speciale per l'Africa e il Medio Orente. Cio' gli permise di viaggiare e di conoscere una realta', complessa e contraddittoria, che puntualmente documento' per il giornale nei resonti dei suoi viaggi e nelle fotografie: l'Africa, ma non solo, perche' Del Boca visito' anche l'India, il Giappone, il Vietnam, Israele, la Germania. Per cio' che riguarda l'impiego della fotografia, si tratto' per Del Boca di recuperare una tradizione e una passione di famiglia, ereditate dal padre. In questa testimonianza Angelo Del Boca ricostruisce il suo interesse per la fotografia, ma soprattutto parla di se' come fotoreporter e di cio' che la fotografia ha significato per il suo lavoro di giornalista, rischi compresi. Hired by the Gazzetta del Popolo of Turin in 1950, Angelo del Boca soon became the newspaper's special correspondent for Africa and the Middle East. This position allowed him to travel and learn about a complex and contradictory world that he documented for the paper in writings about his travels and in his photographs. His subject matter went beyond Africa because he also went to India, Japan, Vietnam, Israel and Germany. For Del Boca photography also meant picking up a family tradition and passion – inherited from his father. In this article Angelo Del Boca reconstructs his interest in photography, but mainly talks about himself as a photographer and what photography has meant for his career as a journalist, all risks included.