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aft AFT Rivista di Storia e Fotografia
AFT   n.47

Giugno 2008
Copertina AFT 47
Sommario
 
 

Donatella Matè-Maria Carla Sclocchi-Mauro Colapicchioni Nuovo modello di scheda informatizzata per la raccolta dei dati da indagini diagnostiche su documenti fotografici

Lorisa Andreali L'Iconoteca dei Botanici e il fotografo Luigi Caporelli

Stefano Viaggio Immagini anonime della Prima Guerra Mondiale

Andrea Greco Amerigo Dumini. Fotografie dal confino 1928-1932

Sabina Bernacchini L'introduzione del dagherrotipo all'Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze

Annalisa Vio Fotografia e arte tra critica e pubblico. Il primo appuntamento al Salon

Qualche libro A cura di Andrea Greco



Editoriale
 

Il duplice aspetto della fotografia, documento che riproduce fatti, situazioni e personaggi tramandandone la memoria e espressione artistica segnata da propri valori estetici e formali, costituisce materia dei saggi che formano il sommario di questo numero di AFT.
Al primo aspetto si ricollega soprattutto la ricerca di Stefano Viaggio che non entra nel merito delle questioni teoriche e di principio, ma offre un esempio concreto di come la fotografia si presta ad essere utilizzata per approfondire la conoscenza di fatti, eventi e situazioni che attengono alla storia e ai suoi protagonisti, ma anche come fonte per possibili ed utili applicazioni nel campo della didattica e dell’insegnamento; al secondo si ricollega più direttamente il testo di Annalisa Vio. La studiosa, commentando il libro di Paul-Louis Roubert L’image sans qualité, riassume il dibattito che si sviluppò nella seconda metà dell’Ottocento su fotografia arte e discute la tesi del libro che rovescia una convinzione consolidata: non la fotografia che si assimila all’arte, ma l’arte alla fotografia.
Sui rapporti tra arte e fotografia e sui benefici che la fotografia può portare alle scienze insiste anche la ricerca di Sabina Bernacchini che ricostruisce, attraverso documenti inediti recuperati nell’archivio dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, la prima affermazione della dagherrotipia nel capoluogo toscano, mentre all’utilizzazione della fotografia come documento per l’approfondimento di eventi e situazioni storiche si rifà lo studio di Andrea Greco su un personaggio controverso come Amerigo Dumini.

© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato