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| AFT N.48|
aft AFT Rivista di Storia e Fotografia
AFT   n.48

Dicembre 2008
Copertina AFT 48
Sommario
 
 

3 Donatella Matè-Antonella Argiroffo I contenitori dei dagherrotipi negli Stati Uniti del XIX secolo

16 Francesca Giraldi Delinquenti di Sardegna. Fotografia e antropologia criminale tra XIX e XX secolo
Mario Carrara e les petits criminels de Cagliari

26 Stefano Viaggio Francis Wey. Un contributo alla storia della fotografia

40 Romano Rosati Giacomo Isola. Il fotografo in camicia rossa

47 Mario Peghini La fotografia come fonte per lo studio della storia

53 Simone Natale “Quella sensibilità esagerata della lastra. Raggi X e revival del mesmerismo nella fotografia di fine Ottocento

62 Marilena Tamassia Un elenco di fotografi dell’anno 1919

 



Editoriale
 

Cosa abbiano significato, nel contesto sociale e culturale, la scoperta e la successiva immediata diffusione della fotografia è questione che merita un più attento e documentato approfondimento, al di là di ogni ricostruzione circoscritta alle innovazioni tecniche e agli autori su cui insistono di preferenza le storie della fotografia, con il risultato di semplificare e ridurre l’incidenza di un fenomeno complesso e variegato.
E’ il contesto dell’informazione e della comunicazione nel suo insieme ad essere interessato; l’avvento della fotografia ha rappresentato per molti soggetti la possibilità di affacciarsi sul palcoscenico della storia, mentre i loro problemi, fino al momento trascurati o in second’ordine, sono diventati i problemi sui quali si esercita la pubblica opinione. In questo senso la fotografia è stata una rivoluzione, sulla strada della costruzione delle democrazie di massa, qualcosa che ha inciso profondamente nel tessuto sociale, nella cultura e nella nostra visione del mondo.
Argomenti questi che concorrono, a definire il quadro complessivo della storia della fotografia e che sono presenti in questo numero di AFT dagli aspetti più direttamente tecnici come la questione su chi abbia il merito di aver per primo scoperto la fotografia, le prime forme di espressione rappresentate dal dagherrotipo, le tappe successive e gli autori; a quelli più culturali con riferimento ai soggetti e alle situazioni sociali su cui la fotografia ha spostato l’obiettivo, alla funzione di documento utile per lo studio della storia, al suo inserirsi come parte attiva nel processo di costruzione della dialettica culturale e del costume.


© Archivio Fotografico Toscano - Comune di Prato